Gastronomia

L’Emilia Romagna è una vera cornucopia gastronomica, non a caso la denominazione “food valley” le appartiene!
Questa regione è nata attorno al cibo e ne ha fatta una vera bandiera e la sua gastronomia ha raggiunto, almeno in parte ogni angolo del globo.

E’ un vero sacrario della pasta all’uovo e di tutto ciò che si possa fare con il maiale di cui Bologna è una mecca per i palati più esigenti ed è doveroso stendere un vero e proprio elenco di prelibatezze che qui si possono gustare.

Amaretti di Modena, ripresi da una tradizione antica preparati con mandorle dolci e amare, zucchero e uova.

Cappellacci di zucca, che qui viene ampiamente coltivata e così denominati perchè a forma di copricapo, vanto della cucina ferrarese.

Cappelletti somigliante al tortellino ma caratterizzato da un ripieno di magro, con formaggio tenero che possa essere indifferentemente ricotta o cacio raviggiolo, scorza di limone e noce moscata, vero testimone della cucina delle grandi occasioni di un tempo.

Ciccioli, ottenuti dalla lavorazione della parte grassa del maiale dal quale si ricava lo strutto. Ha origini contadine e vengono consumati all’interno di focacce oppure anche da soli come spuntino croccante.

Crema fritta, una crema pasticciera molto densa e fritta in olio bollente dopo essere stata passata nell’uovo e nel pangrattato.

Crescentine, un impasto di farina e strutto, latte, acqua frizzante, lievito di birra e sale, fritta tradizionalmente nello strutto, conosciuta in altre zone come gnocco fritto ma, a Bologna denominata crescentina. Abbinata ai salumi tipici dell’Emilia-Romagna è una vera prelibatezza.

Culatello di zibello, salume prodotto tra ottobre e febbraio dalla coscia di suino, salata e insaccata nella vescica e lasciata stagionare. Deve stagionare da 10 a 14 mesi.

Erbazzone, una torta rustica preparata con le biete più tenere passate in padella con aglio, lardo, Parmigliano Reggiano, prezzemolo tritato, sale e pepe, che vengono avvolte in una pasta sottile di farina, strutto e sale.

Galantina, si dice ispirata da un piatto francese, a base di carne di anatra. La si prepara invece con il pollo fatto marinare a lungo e si farcisce con affettati, uova e altre carni e si impasta cercando di conferire una forma allungata cuocendola nel brodo. Si consuma fredda, a fette.

Garganelli, una pasta la cui cui forma è ottenuta con uno speciale attrezzo e ricorda l’esofago del pollo come forma

Gnocco ingrassato, diverso da quello fritto prodotto con farina di frumento, strutto di maiale, acqua gassata e sale: in alcuni casi con lievito, in altri senza.

Lasagne, il cui sugo è il famoso ragù alla bolognese.

Mortadella di Bologna, prodotto da tagli pregiati di carne e arricchita di pistacchi e pepe

Parmigiano Reggiano, il formaggio stagionato più ricco e famoso perfetto per essere grattugiato e usato su primi piatti o da gustare da solo. E’ prodotto solo in provincia di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna, da latte di razza Reggiana e Frisona ed è un’eccellenza della produzione nazionale protetta dal marchio DOP, purtroppo molto spesso riprodotta illegalmente all’estero e commercializzata con marchi che richiamano il vero prodotto italiano.

Piadina, sfoglia a base di farina tipica di Cesena, Forlì e Ravenna, dove ha un aspetto spesso e soffice, ma ancor più di Rimini dove viene prodotta sottile e più grande. Le sue origini sono antiche, probabilmente risale al periodo romano.

Prosciutto di Parma, salume famoso in tutto il mondo, dal tipico marchio a corona, dal gusto dolce e deciso in cui l’unico conservante ammesso è il sale.

Squaquerone, anch’esso formaggio DOP, così denominato per via della consistenza morbida e spalmabile che trova nella piadina un’ottimo alleato assieme a rucola e prosciutto crudo.

Tagliatelle, vero vessillo della tavola di questa regione, nate per mano di un cuoco di corte, in occasione della visita a Bologna di Lucrezia Borgia.

Tigelle, focaccine di pasta morbida del modenese, cotte su una speciale piastra in pietra refrattaria, la tigelliera e da farcire nel modo più classico con la “cunza” a base di lardo, rosmarino e aglio finemente tritati.

Tortellini, una delle paste ripiene più diffuse in tutta la regione, la cui paternità è da tempo contesa fra Bologna e Modena. Non esiste un’unica ricetta per il ripieno ma si gustano con dell’ottimo brodo di carne.

Tortelli romagnoli, il cui ripieno è composto da erbe selvatiche e ricotta, con una spolverata di noce moscata.

Tortelli piacentini, la cui confezione prevede due “codoni” e una chiusura che ricorda una caramella.

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