La cucina del Trentino Alto Adige

Il Trentino Alto Adige vanta numerosi piatti robusti e saporiti direttamente dalla tradizione di montagna che sposano parzialmente ricette d’oltralpe, sapientemente rielaborate.

Tra questi annoveriamo:

CRAUTI
Il termine crauti (crauc in ladino) deriva dal tedesco “Kraut” e significa “erba”. Come si preparano?
Si preparano facendo fermentare il cavolo cappuccio con aggiunta di sale da cucina, anticamente in botti di legno. Questo trattamento fa sì che i crauti assumano quel sapore asprigno che li caratterizza.

ZELTEN
Questo nome deriva dalla lingua tedesca “selten” che significa “a volte” ed è il prodotto della cucina povera, la quale ha dato origine a torte e dolci che erano la versione arricchita del semplice pane fatto in casa.
Lo zelten infatti è un pane dolce di frutta secca, pinoli e noci natalizio che nel corso negli anni, si è arricchito sempre più fino a diventare il goloso dolce che possiamo assaporare oggi.

CANEDERLI
La parola canederli (bales o gnoches in ladino) deriva dal tedesco “knot” cioè “grumo” o “nodo”. È un piatto della cucina povera contadina che permette il riciclo del cibo avanzato. Gli ingredienti sono pane raffermo, latte, uova ed insaporiti con speck o formaggio e prezzemolo o erba cipollina.
È un tipico primo piatto ma può essere mangiato come accompagnamento di un secondo.

STRUDEL
Il nome deriva dal tedesco e significa “vortice”. È un dolce dalla pasta arrotolata e ripieno a base di mele, uvetta, cannella e pinoli. È tipico delle zone italiane che un tempo facevano parte dell’Impero Austro-Ungarico.

FORTAIE
Le fortaie (fortaes in ladino) sono un dolce tipico che viene preparato spesso durante le feste di paese. La pastella, a base di farina, uova e latte, viene adagiata nell’olio bollente e prende una forma tutta attorcigliata, una volta cotta viene ricoperta da zucchero a velo e cosparsa da marmellata di mirtilli rossi.

FORMAGGI
I prodotti caseari sono da sempre la base della cucina fassana: importanti prodotti della valle sono il Puzzone di Moena che deve il suo nome al caratteristico odore e che è diventato DOP nel marzo 2013 e il Cuor di Fassa (Cher de Fascia in ladino).
Un tempo questi formaggi venivano prodotti all’interno delle malghe o nei fienili di montagna ed insieme alla polenta, al latte e alle patate erano alla base dell’alimentazione.

CAJONCÌE
I Casunziei alle rape rosse, sono dei ravioli tipici della valle attraversata dal fiume Boite, che va da Cortina d’Ampezzo a Pieve di Cadore nel Bellunese, a confine con il Trentino-Alto Adige. Il ripieno di questa ricetta è costituito principalmente dalle rape rosse, o barbabietole, ma ogni periodo dell’anno ha la sua farcitura fin dalla loro origine.

GULASH
Il termine deriva dall’ungherese e significa “zuppa del mandriano”. È una zuppa a base di carne che viene cotta al punto da diventare simile allo spezzatino. La ricetta originale prevede che il gulasch sia ricoperto di paprika, spezia che dà al piatto una colorazione rossastra.

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